Fashion Revolution

Davison Funeral

Quando Stalin affermò: “Non si può fare una rivoluzione portando i guanti di seta”, si dimostrò poco lungimirante: forse non considerava quanto la moda ed un semplice guanto potessero essere uno strumento di provocazione.
Ebbene sì, per quanto bistrattata, strumentalizzata e spesso ridicolizzata, la moda ha avuto un ruolo predominante nel tortuoso cammino che ha costellato l’emancipazione femminile.
Sulla scia del movimento delle Suffragette (rispolverato in questi giorni al cinema) è iniziata quella rivoluzione del costume che ha accompagnato l’evoluzione della donna moderna.
Una donna indipendente che lavora e fa sport, disegnata forse prima di tutti dalla mano dell’inimitabile Coco Chanel che, rispondendo alle esigenze di raffinatezza, comodità ed eleganza, costruì un concetto di moda adatto alle donne.
Spalle scoperte, scollature e tailleur, la moda diviene sempre più dominatrice della società, un vero e proprio manifesto di libertà sessuale e intellettuale, emblema di quel tumulto che scombinando il sistema proiettò il sesso debole ai vertici della società.
D’altronde come scrisse Oscar Wilde: “Date alle donne occasioni adeguate ed esse saranno capaci di tutto” (anche sui tacchi, aggiungerei io.)

When Stalin stated: “You can’t make a revolution with silk gloves” showed that he couldn’t see the big picture, because  he probably wasn’t considering in which way fashion and a simple pair of gloves could be an instrument of provocation.
And yet, even if it’s been misconceived, exploited and often ridiculed, fashion played a fundamental role in the tortuous path towards women’s emancipation.
In the wake of the Suffragette movement (celebrated in a movie that came out, not long ago) started a costume revolution that came along with the evolution of the modern woman.
An independent woman, who works and practices sports, was first imagined and designed by Coco Chanel who, responding to the needs of refinement, comfort and elegance, built a concept of fashion that suited women.
With bare shoulders, necklines and pant suits, fashion rules everyday more on society, like a true manifesto of sexual and intellectual freedom, symbol of that uprising that projected the weaker sex at the top of society. Like once said Oscar Wilde “give women the right chances and they’ll be capable of anything” (even on heels, I’d say).

With love, Elena



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