The perfume.

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Il “profumo”inteso nell’accezione latina del termine e arrivato quindi nei nostri boudoir (prima) e cabine armadio (poi), ha visto la luce soltanto negli anni Venti. Fu infatti proprio in quel periodo che i sarti parigini crearono le loro personali fragranze: la prima fu Chanel nel 1921 con il celeberrimo N.5, poi fu la volta di Lanvin con Arpege e Joy di Patou. Nel secondo dopoguerra il boom economico diede il la’ definitivo alla crescita nella produzione dei profumi: indimenticabili Femme di Rochas o L’Interdit di Givenchy creato appositamente per Audrey Hepburn. La “rivoluzione” si ebbe pero’ nel 1953, quando Estee Lauder crea Youth Drew, un olio da bagno che venderà milioni di boccette quante sono le americane impazzite per questa nuova profumazione. Negli anni Settanta la produzione passa agli stilisti di pret-a-porter ( i primi in Italia furono Gucci, Trussardi e Krizia), assieme all’arrivo dei “sempre verdi” Opium di Saint Laurent e Caleche di Hermes. Gli anni novanta vedono la nascita delle fragranze unisex come Ck One di Calvin Klein o di quelle gourmand come Angel di Thierry Mugler. Nei Duemila si passa invece alla ricerca di fragranze più di nicchia, create da Artisan Parfumeur emulando l’antica tradizione del passato.

Ma quali sono i fiori protagonisti della maggior parte delle essenze? Sicuramente il gelsomino la fa da padrone,assieme alla rosa, il mughetto, la tuberosa e l’iris. Dalla frutta si ricavano oli essenziali solo dalla buccia degli agrumi e dai fiori dell’arancia amara (avete mai sentito parlare dei “neroli”?) Puo’capitare di riconoscere in un profumo note di albicocca o frutta in genere ma sappiate che sono date da molecole di sintesi; mentre le spezie donano un tocco esotico al tutto e sono molto utilizzate soprattuto nei profumi dedicati all’universo maschile. Molto sfruttate anche le erbe aromatiche del giardino mediterraneo, tra cui il rosmarino, la lavanda o la menta. Ed infine, per tutte le amanti dei profumi a base di Musk, sappiate che non contiene muschio ma molecole sintetiche che emulano l’antico estratto delle ghiandole sessuali del piccolo cervo siberiano… Vai a capire i profumi! 😉

The “perfume” with its common “Latin” meaning, came into our houses, boudoirs (before) and closets (later) just during the ’20s. It was in that period that the Parisian tailors created their first exclusive fragrances: the first was Chanel 1921 with the famous N.5, and then came Lanvin with its Arpege, and Joy by Patou. In the second postwar period the economic boom opened the door to the definitive growth of the perfume production: unforgettable examples are the Femme by Rochas or L’Interdit by Givenchy custom fragrance for Audrey Hepburn. The “revolution” broke out in 1963 when Estee Lauder created Youth Drew, a bath oil that would sell millions of bottles to the american girls who went crazy for the new fragrance. In the ’70s the production became a matter of the pret-a-porter stylists (in Italy the earliest were Gucci, Trussardi and Krizia), and at the same time came to life evergreen products like Opium by Saint Laurent and Caleche by Hermes. The ’90s are the time of the unisex fragrances like Ck One by Calvin Klein or the gourmand perfumes like Angel by Thierry Mugler. In the early two thousands the trends lean in direction of a research for niche fragrances,  perfumes created by Artisan Parfumeur that imitate the old traditional processes.
So, which flowers play a main role in the most used essences? The Jasmine rules supreme in the perfumery world, followed by roses, may-lily, the pleurisy root and  iris. From fruit we obtain essential oils, but only from the peel of citrus fruits and from the bitter-orange flowers. Sometimes you can smell notes of apricot or other fruits, but usually those are artificial molecules; whilst, the spices give an exotic note to the whole fragrance and are commonly used in the delicate perfumes for men. Another very common choice for the fragrances are the Mediterranean aromatic herbs, like the rosemary, lavender or mint. In closing, for all the musk perfumes lovers it’s good to be aware that this popular fragrance isn’t obtained from musk but with a artificial process that re-produces the fragrance of the sexual glands of the small Siberian deer… Go figure them!

with love, Elena

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5 comments

  1. Lo ammetto sono vanitosa e non riesco ad uscire di casa senza le mie due gocce di chanel n5 . Lo indosso dall’età di 12 anni e ricordo ancora quando mia mamma mi comprò quest’iconica bottiglietta, tres chic! Credo non sia facile trovare la fragranza che riesca a vestirci completamente, ma quando la si trova si fa altrettanta fatica ad abbandonarla. Ele come al solito post molto interessante

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